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61 anni, professionista ed imprenditore per 23 anni. Da più di quindici anni ritirato a "confuciana vita di studio", svolge attività di ricerca da indipendente.Si occupa di "complessità", nella sua accezione più ampia: sociale, economica, politica, culturale e soprattutto filosofica. L'applicazione più estesa è in geopolitica. Nel 2017 ha pubblicato il libro: Verso un mondo multipolare, Fazi editore. Ogni tanto commenta notizie di politica internazionale su i principali media (Rai3, la7, Rai RadioTre Mondo, Radio Blackout ed altre testate on line). Fa parte dello staff che organizza l'annuale Festival della Complessità.

L’anno appena iniziato, sotto il profilo geopolitico, si prevede interessante ma tendenzialmente tranquillo. Ciò che dominerà sarà infatti che il principale attore geopolitico del mondo, gli Stati Uniti, vanno ad elezioni presidenziali a novembre. Oltretutto, il presidente uscente non è

Pierluigi Fagan ci descrive determinanti e implicazioni geopolitiche della Brexit, processo che a suo parere segna il tentativo di Londra di reinserirsi come attore autonomo nel mondo multipolare. Il sentiment medio britannico è chiaro: quando il gioco si fa duro, i

Reductio ad unum, riduzione ad uno. Una longeva tradizione della mentalità occidentale, sin da Platone per intenderci sul “longeva”, è quella di ridurre la complessità ad una semplicità. Ci sono buoni motivi pratici per questo: la nostra memoria di lavoro ovvero il tavolo degli attrezzi

Le società economiche hanno sede legale lì dove pagano le tasse, questo è il princìpio della loro soggettività giuridica. Così il prìncipe, in senso machiavelliano il “sovrano”, è colui che si fa pagare le tasse, cosa che assieme al monopolio di fatto e

Nel 1972, il da poco Nobel laureato Peter Handke, apprende da un trafiletto del giornale che la madre si era suicidata. Ne scrive un libro da cui al titolo dove esamina il suo dolore in maniera oggettiva, quasi asettica, scientifica. Nei successivi otto anni, l’economia-mondo crescerà

Il 29 ottobre scorso si sono celebrati i 50 anni di Internet. O meglio, i 50 anni dalla prima trasmissione dati da un computer dell’UCLA ad un computer di Stanford. Attraverso diversi successivi passaggi, quella prima primitiva trasmissione, divenne la

Leggendo il filosofo tedesco Gunther Anders e la sua ragionata critica del rapporto tra uomo e tecnologia, trovo una sintesi che egli chiama “deficit prometeico”, una condizione che disallinea l’uomo nella relazione con la tecnologia. Lo scriveva alla fine degli anni ’70, il problema oggi è

Martin Wolf, firma di punta del Financial Times, scopre con almeno un decennio di ritardo le vulnerabilità e le debolezze prodotte da un sistema capitalistico non riformato e lasciato in balia di sé stesso. Il sistema che per secoli ha plasmato l’ordine globale ha

L’economia contemporanea è studiata da numerosi esperti come atto di fede, in maniera simile a quanto facevano in alcuni campi i filosofi della scolastica: ce lo testimonia Pierluigi Fagan riportando, tra le altre cose, le emblematiche dichiarazioni del Premio Nobel

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