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Carl Paul Caspari e la rinascita protestante

Caspari

Carl Paul Caspari e la rinascita protestante

In un periodo di forte crisi religiosa per la cristianità tanto nel sud europa, quanto nel nord e nella mitteleuropa, andiamo a parlare dell’orientalista e teologo neo luterano germano-norvegese Carl Paul Caspari, che ha contribuito in maniera decisiva al revival confessionale cui si assistette in Norvegia alla fine del XIX secolo.

Carl Caspari non nacque in Norvegia ma a Dessau, in Sassonia, l’8 febbraio 1814 da una famiglia ebraica, figlio del mercante Joseph Caspari e di Rebekka Schwabe. Nel 1834, per 4 anni, studiò all’Università di Lipsia lingue orientali, in particolare l’arabo e il persiano (conoscendo già l’ebraico), sotto la guida dell’orientalista luterano Heinrich Leberecht Fleischer. Caspari dunque non fu un nativo teologo come non lo furono i fondatori del neo luteranesimo tedesco, ovverosia Franz Delitzsch (specialista in studi semitici) e soprattutto Ernst Wilhelm Hengstenberg (in origine orientalista). Del resto, corsi e ricorsi storici, la maggior parte dei primi riformatori della chiesa non erano teologi: Calvino era giurista e umanista, Lutero aveva il baccalaureato in arti liberali, Zwingli e Bullinger erano latinisti, Ramo era filosofo, Melantone fu umanista e pedagogista prima che teologo. La rinascenza luterana del XIX secolo provenne dalla filologia orientalista. Al termine degli studi universitari decise di convertirsi al cristianesimo luterano: non era una cosa rara né insolita a quel tempo, che un ebreo tedesco si convertisse al luteranesimo. Un po’ per convenienza politico-sociale e un po’ perché, e questo fu il suo caso, molti ebrei tedeschi avevano aderito al cosiddetto “Illuminismo ebraico” o “Haskalah”, una corrente del pensiero ebraico che riportava nella religione i temi dell’illuminismo tedesco, Kant in particolare, e della religiosità cristiana (anche la famiglia di Marx aderiva a questa corrente). Il pietismo che era diffuso a Lipsia gli fece capire che il motto kantiano del “potere per il dovere” (puoi perché devi) doveva essere superato affinché gli fosse dato fondamento. E questo fondamento era la Rivelazione nella Scrittura. La conversione dunque non fu traumatica e avvenne nel 1838, anno del battesimo, circostanza nella quale aggiunse il nome Paul. Subito dopo lo seguirono due suoi fratelli. L’influenza del pietismo si evince dal nome scelto, essendo San Paolo una figura di riferimento per questa corrente luterana: l’uomo riceverebbe la grazia salvifica, riconvertendosi completamente, come Saulo divenne Paolo.

Dopo gli studi di orientalistica studiò filosofia e teologia a Berlino sotto la guida del neo luterano Hengstenberg. L’obiettivo dei neo luterani “della ripristinazione” era tornare al Libro della Concordia e alla Confessione di Augusta (da cui anche il luteranesimo confessionale) la cui adeguatezza e attualità dovevano essere ripristinate mondando il luteranesimo dai costrutti successivi, in special modo quelli che erano derivati dal razionalismo settecentesco e legato alla teologia naturale. Le correnti di rinnovamento luterano erano infatti grosso modo due: la Teologia di Erlangen, vicina al pietismo che che cercava di fondare la teologia sistematica sull’esperienza della rigenerazione interiore; e la Teologia della Ripristinazione che provava a recuperare il luteranesimo storico: la centralità della Parola e quindi della Scrittura, rivendicando con forza la chiesa come istituzione tangibile e visibile, ponendo l’accento sul ministero ordinato ed istituito da Cristo e sul significato dei sacramenti come mezzi di grazia. Fu a questa seconda corrente cui Caspari aderì. Nel 1842 ottenne il dottorato in filosofia e tra il 1838 e il 1848 pubblicò una grammatica araba per studenti e due monumentali volumi di grammatica araba (1844 e 1848) che per lungo tempo, in Germania prima e in Scandinavia poi, furono la base degli studi nelle facoltà di arabistica. La sua profonda conoscenza delle lingue orientali e semitiche lo impegnarono in quegli anni nella polemica teologico-esegetica con de Wette e Vatke sulla priorità cronologica delle legge mosaica sui profeti nell’Antico Testamento. Secondo i due teologi tedeschi la Legge mosaica non ebbe origine dal tempo di Mosè, ma fu scritta poco prima e durante l’esilio babilonese nel V secolo a.C. . Di conseguenza, la Legge di Mosè presuppone i profeti, non il contrario. Caspari, con la collaborazione di Delitzsch, con grande accuratezza filologica, mostrò come all’interno del canone dell’Antico Testamento i libri successivi presupponevano sempre, e in parte citavano, quelli precedenti. Ciò significava che i profeti nei loro libri si riferivano alla più antica legge mosaica.

Nel 1847 venne chiamato dal teologo Gisle Johnosn come professore associato di teologia all’Università di Oslo, all’epoca Christiania (la vecchia Oslo, distrutta in un incendio fu rifondata da Cristiano IV di Danimarca nel 1624, con il nome di Christiania, recuperando l’antico nome di Oslo nel 1925, ben 20 anni dopo l’indipendenza dalla Svezia). Le indubbie competenze filologiche di Caspari erano infatti funzionali al progetto di rinnovamento conservatore religioso di Johnson in Norvegia. Teologo e pedagogista, aderente al luteranesimo confessionale, voleva sanare quella angoscia spirituale che si stava affacciando con la modernità anche in Norvegia, e stava lottando per una originaria dottrina luterana con una predicazione del risveglio. In particolare i laici, in questa visione della chiesa avevano un ruolo fondamentale: non solo la teologia valida era radicata nell’esperienza di fede individuale ma il laico doveva usare il suo dono della grazia per predicare dove e quando lo ritenesse più opportuno supportato dalla istituzione ecclesiastica e dalla comunità dei fedeli. Caspari era già un teologo affermato e poteva contribuire a fornire strumenti solidissimi alla rifondazione luterana e al nuovo ruolo del laico. Del resto bisognava dialogare alla pari con il liberalismo, il socialismo e l’idealismo che avevano profondamente modificato il sentimento religioso. Le sue lezioni erano animate da una religiosità verace, da un linguaggio popolare (nel giro di un anno Caspari padroneggiò perfettamente il norvegese) e da una notevole accuratezza filologica, ottenendo grande seguito (così testimoniò il ministro dell’educazione dal 1882 al 1884 Nils Christian Hertzberg che fu suo allievo all’università).  La produzione di Caspari, dopo un’imponente opera sul profeta minore Michea nel 1852, cambiò e iniziò a vertere su due fronti: da un lato una ricerca storico-filologica sulle formule del credo battesimale e dall’altra pubblicazioni destinate ad una platea più ampia. Sul primo versante c’era da affrontare le teorie di Nikolaj Grundtvig, pastore, storico e politico danese (figura di primissimo piano nella Danimarca moderna): le parole più autentiche di Cristo – e quindi la fondazione della chiesa – non erano le parole di Gesù nei Vangeli, ma il credo al battesimo. Lo stesso Cristo risorto aveva, secondo Grundtvig, comunicato parola per parola agli apostoli il Credo degli Apostoli, e da allora queste “parole di fede” erano state tramandate senza il minimo cambiamento nel corso dei secoli. Era in gioco la preminenza della Scrittura come mezzo della Grazia e Caspari condusse una serie di studi molto approfonditi sulla storia e sulle formule battesimali e dei “Credo” per ribattere a questa teoria, spaziando dalla chiesa delle origini al medioevo fondando l’esplorazione moderna della storia delle confessioni. Dal 1866 al 1890 pubblicò una serie di opere di grande rilievo, in tedesco e in norvegese, sulla storia delle confessioni, delle formule battesimali, delle preghiere, dei simboli e delle regole di fede, recuperando anche la sua antica vocazione orientalista (esempio le Dissertazioni storico-critiche su una parte reale e probabilmente orientale delle confessioni battesimali , 1881).

Sul secondo versante invece fondò con Johnson, e vi pubblicò articoli, il Giornale Teologico della Chiesa Evangelica Luterana di Norvegia, la Gazzetta della Chiesa Luterana, oltre naturalmente alla Fondazione Luterana Norvegese che era la società che coordinava le pubblicazioni. Si trattava di giornali filo conservatori che avevano appunto il compito summenzionato di far dialogare alla pari il neo luteranesimo con il radicalismo e il liberalismo. La Fondazione e la Missione di Soccorso di Christiania (fondata sempre da Johnson nel 1855) svolgevano un importante ruolo educativo e di assistenza sociale sussidiaria nell’ambito dell’assistenza all’alcol, agli anziani, ai bambini, della salute mentale e tra le prostitute, con annessa predicazione sia per le strade che nei luoghi di lavoro. Se il conservatorismo in Norvegia visse venticinque anni d’oro tra il 1880 e il 1905 lo si deve al neo-luteranesimo e al duo Johnson-Caspari. I due pubblicarono la prima edizione in norvegese del Libro della Concordia nel 1862.

Caspari ottenne numerosi riconoscimenti: nel 1857 divenne ordinario di teologia a Oslo, fu nominato cavaliere dell’Ordine di Sant’Olav nel 1862, divenendone comandante di 1a classe nel 1876 e fu nominato cavaliere dell’Ordine svedese della Stella Polare. Nel 1849 divenne membro della Royal Society norvegese e nel 1857 figura tra i fondatori dell’Accademia norvegese delle scienze (3 maggio), una società volta a sostenere gli studi scientifici e aiutare la pubblicazione di articoli accademici. Per anni ne cura le pubblicazioni fino a diventarne presidente nel 1873. Membro del Comitato Centrale della Società Biblica, fu la principale forza motrice intellettuale, lavorando per fornire alla Norvegia la prima traduzione in norvegese della Bibbia, che vide la luce nel 1891.

Morì a Oslo l’11 aprile 1892.

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Laureato magistrale in Scienze Filosofiche all'Università degli Studi di Milano, è attualmente consigliere comunale nel paese di Cesano Boscone.

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