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Casale Monferrato, la capitale del “distretto del freddo”

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Casale Monferrato, la capitale del “distretto del freddo”

“La nostra è una filiera di assoluta eccellenza, che ha grandi spazi a livello globale e che rischia di passare in secondo piano. Adesso grazie ai vaccini siamo riusciti a far rete e a lavorare bene assieme”. Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato ed esponente di Fratelli d’Italia, parlando all’Osservatorio presenta così il “distretto del freddo” che si preannuncia decisivo per la partecipazione alla partita della distribuzione nazionale dei vaccini per il Covid-19 che, si spera al più presto, possano arrivare a disposizione del nostro Paese.

Il distretto piemontese è ricco di aziende specializzate nella produzione di apparecchiature per refrigerazione, rivolte principalmente ad apparecchiature per la conservazione alimentare ma attive su tutta la filiera della conservazione delle basse temperature. Una partita decisiva per la futura logistica dei vaccini sarà proprio quella per il mantenimento della “catena del freddo” lungo tutta la catena distributiva. E il sindaco Riboldi ritiene che le aziende del distretto della città da lui amministrata possano giocare un ruolo decisivo. Abbiamo intervistato il sindaco per scoprire questa interessante realtà.

D: Come nasce il vostro distretto e quali sono le realtà protagoniste?

R: Il nostro distretto del freddo nasce dopo la Seconda guerra mondiale e i primi meccanismi sono i compressori di raffreddamento dei carri armati americani acquistati da alcuni produttori di carne per farne celle di raffreddamento. Esperimento andato a buon fine da cui nacquero le prime imprese per la refrigerazione commerciale, che ebbero picchi notevoli di fatturato creando il polo del freddo ancora oggi esistente.

D: Una storia consolidata dunque…

R: Si, una storia in cui si intrecciano vissuti famigliari, storie di trasferimenti all’estero, di imprese che nascono in tutto il mondo come figlie del nostro distretto, dalla Turchia alla Francia e alla Thailandia. Oggi la taglia delle nostre imprese è diversificata, va dal miliardo di euro di fatturato delle maggiori alle poche centinaia di migliaia delle aziende dell’indotto. Parliamo di gruppi leader sotto il profilo tecnologico.

D: Noi più volte abbiamo puntato il dito sulla necessità di tutelare queste eccellenze nel Paese. A che livello è il vostro confronto con le istituzioni per tutelare la filiera?

R: Il distretto industriale di Casale è capace di assorbire tutte le esigenze che si rendono necessarie in ambito vaccini, dalle basse temperature a quelli conservabili a temperatura frigo. Ho già parlato con il commissario Arcuri e il presidente della Regione Alberto Cirio si è preso l’impegno di trasmettere alla struttura commissariale la nostra progettualità.

Alcune delle fiale di vaccino infatti hanno bisogno di essere conservate a temperatura di frigo (fra 2 e 8 gradi). Invece – a seconda del metodo di preparazione – devono restare a temperature che possono arrivare ai -80°C dalla fabbrica fino all’iniezione, pena il deperimento. Se la catena del freddo si interrompe, l’etichetta cambia colore e il vaccino diventa inutilizzabile. Ad esempio il vaccino Pfizer appartiene a questa seconda categoria, dovendo esser conservato attorno a -75°C. Questo perchè, come ha ricordato Paolo Mauri su Inside Over,“si tratta, infatti, di un vaccino ad mRna (chiamato Bnt162b2) che è diverso da quelli più comuni, che sono a Dna e richiedono semplicemente la conservazione a pochi gradi sopra lo zero e restano stabili, a quelle temperature, per molto tempo (dai 12 mesi ai sette anni)”. Questo basta a spiegare la rilevanza di quanto dettoci dal sindaco Riboldi, che è alla guida di una città capace di esprimere una delle molte realtà produttive di rilevanza strategica di cui il nostro Paese abbonda e che bisogna saper mettere a sistema. Per uscire vincitori, tutti assieme, dalla lotta al Covid-19.

Clicca qui per leggere tutte le interviste realizzate dall’Osservatorio Globalizzazione.

Bresciano classe 1994, si è formato studiando alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali della Statale di Milano. Dopo la laurea triennale in Economia e Management nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in Economics and Political Science nel 2019. Il suo principale interesse di studio è la geoeconomia, ovvero l’analisi degli effetti dell’interdipendenza tra le grandi questioni geopolitiche e le dinamiche industriali, commerciali e produttive del mondo contemporaneo, con un focus particolare sull’impatto della rivoluzione tecnologica, sulla sfida Usa-Cina e sul ruolo dell’Europa nel mondo contemporaneo.

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