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La frontiera infinita delle monete digitali

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La frontiera infinita delle monete digitali

Il Bitcoin, la criptovaluta più famosa e commercializzata al mondo, sta negli ultimi giorni macinando record su record rispetto al proprio valore, e al tempo stesso sta facendo incuriosire sempre più i piccoli e i grandi investitori. Ad attrarre maggiori risorse verso questo asset è stato senza dubbio il via libera della piattaforma Pay Pal nel poter acquistare (ed in futuro impiegare) direttamente criptovalute tramite la stessa piattaforma. Il Bitcoin è senza dubbio il fiore all’occhiello di questo metodo di investimento, ma in realtà il mondo delle criptovalute è costituito da una grande costellazione di monete digitali, che al pari del Bitcoin crescono in maniera galoppante. Certo che la crescita a tassi così elevati non ripara l’investitore rispetto alla rischiosità dell’investimento e soprattutto rispetto ad una legislazione ancora latente a livello nazionale ed internazionale.

Questi nuovi strumenti digitali sono stati ideati al fine di creare una alternativa di pagamento rispetto ai metodi di pagamento tradizionali, però col tempo sono diventati sempre più degli strumenti di trading piuttosto che delle semplici monete, proprio a causa di sbalzi notevoli di valore che spingono gli speculatori ad investire su di essi.

Molti scettici nei confronti di questo mondo finanziario consideravano questi strumenti come qualcosa che prima o poi sarebbe crollato su sé stesso o che andasse contrastato, ma paradossalmente questo dibattito si è spostato nell’arena politica dei sistemi più avanzati e ricchi a livello globale: le Banche Centrali dei sistemi più rilevanti a livello economico e geopolitico stanno avviando o ipotizzando delle monete digitali alternative alle loro stesse monete legali.

Più avanti rispetto a questo settore si trova la Cina, che ha sviluppato lo Digital Yuan ed avviato il suo utilizzo in via sperimentale. Anche la Russia ha avviato un suo programma di digitalizzazione del Rublo che affiancherà il rublo nelle transazioni monetarie. L’Unione Europea invece è ancora in fase di ipotesi nel lancio di un Euro Digitale, ma è spinta nella discussione dal fatto che uno Stato membro, la Svezia, che non appartiene all’area Euro, sta sviluppando la Corona Digitale, e stando alle regole europee rispetto alla libertà di circolazione dei capitali porterebbe ad una piena circolazione di questa moneta digitale nell’ intera UE, e quindi ad un flusso di risorse verso la Svezia. Sulla stessa linea rispetto all’UE si trovano anche gli USA, trovatisi spiazzati e impreparati rispetto alla mossa cinese.

Il presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, ha affermato che la FED dovrebbe iniziare a sviluppare questa alternativa monetaria, e questo da un lato dimostra l’interesse della FED nei confronti del Dollaro Digitale, dall’altro che gli USA saranno molto indietro nel momento in cui la Cina avvierà l’utilizzo effettivo dello Yuan Digitale.

Da un punto di visto geopolitico sembrerebbe che la tregua instauratasi nella guerra commerciale tra USA e Cina potrebbe condurre verso una guerra delle monete digitali. Il fatto che Cina e Russia siano tanto avanti in questa nuova tecnologia potrebbe far pensare ad un impiego delle monete digitali alternativo rispetto al dollaro nel commercio internazionale: questo farebbe senza dubbio crollare il valore della moneta statunitense e ridisegnerebbe ancora una volta l’equilibrio geopolitico sempre più favorevole all’asse cinese.

La Blockchain  ha attratto non solo le Banche Centrali di alcuni Paesi, ma anche  un colosso statunitense come Facebook, che anch’esso lancerà a breve una propria moneta digitale che prenderà il nome di Libra, e sarà interessante vedere lo sviluppo di questa criptovaluta soprattutto perché il mondo di Facebook consiste in un numero enorme di utenti che utilizzano social network come Instagram, WhatsApp e lo stesso Facebook.

Per concludere, queste nuove monete digitali hanno molto in comune rispetto al Bitcoin, ma con differenze rilevanti: primo, nel Bitcoin la produzione di monete è decentralizzata, mentre in queste nuove monete la produzione sarà demandata nelle mani delle Banche Centrali di riferimento; secondo, le criptovalute già in circolo non hanno un valore stabile, e per questo sono oggi degli ottimi strumenti speculativi, mentre le monete digitali nazionali avranno come obiettivo quello di essere delle Stable Coin al fine di poter essere utilizzate nella quotidianità. 

Nato a Bari il 20/12/1994. Ha conseguito la laurea specialistica presso la facoltà di Scienze politiche nell'Università LUISS Guido Carli a Roma. Dopo aver ottenuto una laurea triennale in Scienze politiche presso l'Università degli studi di Bari con lode, ha completato i suoi studi presso la LUISS svolgendo un corso in Relazioni internazionali sempre col massimo dei voti. I suoi ambiti di studio prediletti riguardano prevalentemente la politica sociale europea e gli effetti della globalizzazione nel Mercato del lavoro.

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