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Lo spazio come nuova frontiera della competizione militare

Lo spazio come nuova frontiera della competizione militare

Lo spazio diventa sempre più attraente per le maggiori potenze mondiali, in questa prospettiva, oggi sull’Osservatorio Giuseppe Gagliano ci parla delle nuove competizioni che stanno sorgendo per conquistarlo.

La realizzazione di una Space Forces indicata da Trump nel giugno del 2018 è stata non solo la conseguenza logica del documento “Joint Vision 2020” che ha introdotto la necessità di un controllo militare onnidimensionale su terra, mare, aria e spazio per proteggere gli interessi e gli investimenti statunitensi ma è anche la conseguenza dello sviluppo di forze di proiezione spaziale analoghe a quelle indicate da Trump da parte della Cina (2016) e della Russia (2015). Ebbene, non c’è dubbio che a partire dal 2019 le istituzioni internazionali dovranno prendere in seria considerazione l’esistenza di una nuova forma di competizione militare e cioè quella spaziale, dimensione questa che sarà certamente dominata dai rapporti di forza.

D’altra parte gli Stati Uniti non solo devono salvaguardare il loro predominio nazionale ma devono anche tutelare le proprie posizioni in campo commerciale e militare dell’ambito spaziale prevenendo eventuali attacchi e consolidando la loro proiezione di potenza attraverso sviluppo di una superiorità militare. Al di là delle differenze di ordine strettamente giuridico tra lo spazio e il mare, è difficile negare che gli Stati Uniti siano persuasi di porre in essere, attraverso il dominio militare dello spazio, una sorta di egemonia globale analoga a quella che conseguì l’Inghilterra sugli oceani. Così come l’Inghilterra volle tutelare i propri interessi commerciali, e cioè quelli relativi alla compagnia delle Indie, attraverso una proiezione di potenza militare sul piano navale allo stesso modo gli USA, allo scopo di tutelare i loro rilevanti interessi commerciali, ritengono necessario istituire una sorta di ombrello militare.


Ebbene, proprio nell’ottica di competere con gli Stati Uniti e di ridimensionarne il ruolo anche nello spazio non appare del tutto inverosimile la possibilità che Cina e India si alleino creando una partnership asiatica. Da un lato infatti L’esplorazione congiunta della Luna da parte dell’India e della Cina potrebbe contribuire a superare  le divisioni tra le due potenze asiatiche e dall’altro lato potrebbe essere in grado di contrastare il dominio spaziale degli Stati Uniti.Infatti alla luce della seconda missione lunare dell’India, Chandrayaan-2, che è decollata dalla stazione spaziale di Sriharikota il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chungying ha annunciato che Pechino sarebbe pronta a lavorare con l’India e altri paesi per esplorare lo spazio. Anche la Cina, con la missione Chang Chang-4, ha raggiunto con successo l’estremità della Luna a gennaio. Proprio per questo Chungying ritiene che un lavoro congiunto promuoverebbe una missione condivisa dell’umanità volta a conoscere meglio la Luna. In tal modo la condivisione della tecnologia e la cooperazione nello spazio potrebbero servire sia per contrastare i piani statunitensi di dominio nello spazio sia per anticipare gli USA che intendono tornare sulla Luna allo scopo di stabilirvi una base.


Se lo spazio di competizioni geopolitiche è destinato gradualmente a spostarsi dal mare allo spazio, l’uso della tecnologia come strumento di competizione e supremazia militare ed economica rimane una costante della storia come rimane una costante della storia la costruzione di porti o basi (navali e/o spaziali) che consentano e facilitino insieme la proiezione di potenza di una nazione.

Nel 2011 ha fondato il Network internazionale Cestudec (Centro studi strategici Carlo de Cristoforis) con sede a Como, centro studi iscritto all'Anagrafe della Ricerca dal 2015. La finalità del centro è quella di studiare, in una ottica realistica, le dinamiche conflittuali delle relazioni internazionali ponendo l'enfasi sulla dimensione della intelligence e della geopolitica alla luce delle riflessioni di Christian Harbulot fondatore e direttore della Scuola di guerra economica(Ege) di Parigi

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