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Perchè Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa?

Perchè Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa?

Marco Ghisetti oggi ci parla del Consiglio Supremo di Difesa prossimo venturo che è stato convocato qualche giorno fa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Buona lettura!

In data martedì 20 ottobre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per martedì 27 ottobre. Secondo quanto riportato sul sito del Quirinale, i temi trattati saranno i seguenti:

– conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla NATO e all’Unione Europea. Aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale. Prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi; 

– prontezza, efficienza, integrazione e interoperabilità dello Strumento Militare nazionale. Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo.[1]

Per ora nessuna ulteriore dichiarazione pubblica è stata rilasciata, tuttavia è possibile delineare il quadro generale che, secondo quanto pubblicato, il Consiglio si troverà ad affrontare, e secondo quali orientamenti guiderà la propria azione. 

Riguardo alle “conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza”, è ormai chiaro che il Covid non ha segnato un prima emergenza VS dopo emergenza, ma che si è “limitato” ad accelerare processi che erano già in corso: processi politici, economici, sociali, giuridici; il Covid, in altre parole, è stato un “virus acceleratore”.[2] In particolar modo, il virus ha accelerato il venire alla luce del conflitto tra Stati Uniti e Cina e dei vari processi che stanno spostando la bilancia di potenza a favore del gigante asiatico. Secondo il Fondo Monetario, infatti, la Cina sarà l’unico Paese al mondo a chiudere il 2020 con la ricchezza nazionale in crescita, laddove Stati Uniti e Paesi europei soffriranno di una drastica depressione. Inoltre, la Cina sta procedendo sempre più speditamente nei suoi progetti di integrazione eurasiatica, tra i quali vi è l’enorme “Nuova via della seta”, colla quale sta già bussando alle porte dell’Europa, il continente-penisola che per gli Stati Uniti costituisce la più preziosa perla del proprio impero. 

Questa accelerazione dei processi di integrazione e di crescita economica cinesi è anche dovuta alla politica di massima pressione che gli Stati Uniti hanno esercitato nei confronti di Russia e Iran, che ha spinto questi due Paesi a collaborare sempre più approfonditamente con la Cina; politica, questa, che è stata seguita anche dagli Stati europei, nonostante i due Paesi fossero affamati di capitali e tecnologie occidentali, ricchi di risorse energetiche e timorosi di finire tra le braccia cinesi. La collaborazione che è quindi nata tra i tre Paesi eurasiatici sta portando ad una progressiva estromissione dell’influenza statunitense nella zona del Vicino Oriente e del Mediterraneo orientale, cosa che ha portato gli Stati Uniti a creare degli “archi di crisi” in queste zone di modo da sabotare o comunque rallentare i suddetti processi di integrazione eurasiatici. L’attrito che si genera dallo sfregarsi tra le due tendenze di integrazione e frazionamento sta rendendo la zona vicino-orientale e mediterranea uno “spazio di scaricamento” delle tensioni internazionali. 

Ora, il governo Conte bis si caratterizza per posizioni fortemente atlantiste, posizioni che hanno voltato le spalle ai tentativi di apertura fatti dal governo giallo-verde verso la Russia e la Cina. Il primo governo Conte, infatti, aveva messo in dubbio l’efficacia delle sanzioni alla Russia e si era aperto alla Nuova via della seta cinese, mentre ora durante l’attuale esecutivo Di Maio, da ministro degli esteri, ha equiparato la sicurezza nazionale italiana a quella dell’Alleanza Atlantica, definendo la Russia una “minaccia”, mentre i progetti di collaborazione con la Cina sono stati accantonati. Una simile posizione filoatlantica caratterizza inoltre il Quirinale, che ha adottato una linea di continuità rispetto all’orientamento della presidenza di Napolitano. Per queste ragioni, le eventuali decisioni prese in seno al Consiglio Supremo si caratterizzeranno principalmente per il loro sostegno ai tentativi statunitensi di bloccare i suddetti processi di integrazione, e di preparare le forze armate agli eventuali conflitti che scoppieranno all’interno degli archi di crisi nel Mediterraneo, mare in cui l’Italia si estende nella sua interezza. 

In una nota conclusiva, si può aggiungere che per quanto riguarda la politica interna, il Covid ha prodotto un’accelerazione dei processi di digitalizzazione e di evoluzione giuridica che stanno portando ad un nuovo rapporto tra governanti e governati consistente nel superamento e svuotamento del paradigma del parlamentarismo democratico-liberale che ha caratterizzato l’Europa degli ultimi due secoli,[3] in favore di un nuovo paradigma di governo che, probabilmente, sarà di tipo “demotecnico”.[4] Gli ultimissimi Dpcm di Conte riordinano la serrata in alcune parti d’Italia, e si prospetta di usare anche l’esercito per assicurare la governabilità di queste nuove serrate nella situazione di depressione economica e sociale in arrivo. 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è il capo supremo delle forze armate, per cui rivestirà un ruolo di primaria importanza nel decidere come adoperare l’esercito italiano nell’attuale situazione di accelerazione nazionale ed internazionale. 


[1] https://www.quirinale.it/elementi/50811

[2] Questa espressione, ormai accettata da gran parte degli analisti, è stata coniata da Claudio Mutti in uno studio pubblicato in pieno ordine di serrata nazionale https://www.eurasia-rivista.com/negozio/lix-il-virus-acceleratore/

[3] Per una discussione critica di questo tema, di vada Giorgio Agamben, A che punto siamo? L’epidemia come politica,Quodlibet, 2020

[4] Per una discussione del nuovo paradigma demotecnico, si veda Marco Della Luna, Oligarchia per popoli superflui. L’ingegneria sociale della decrescita infelice, Aurora Boreale, Prato, 2018

Marco Ghisetti è dottore in Politica Mondiale e Relazioni Internazionali e in Filosofia. Ha lavorato e studiato in Europa, Russia ed Australia. Si occupa principalmente di geopolitica, sia pratica che teorica, teoria politica e filosofia politica, con particolare attenzione per le correnti Neo-Eurasiariste e il pensiero comunitarista. Collabora con la rivista di geopolitica "Eurasia" e l'Osservatorio Globalizzazione.

Comments

  • Kuma
    23 Ottobre 2020

    A breve l’economia italiana, messa volontariamente in ginocchio con la scusa del Covid, imploderà.
    La devastante crisi economica che ne deriverà, giustificherà un nuovo “Stato di Emergenza”.
    Di emergenza in emergenza, la gente si arrenderà alla dittatura, ribattezzata col nome nuovo.
    Proprio stamani una amica albanese, mi ha raccontato di quanto le astruse regole dei DPCM, ricordino la dittatura comunista che ha vissuto.
    È impressionante vedere da vicino quanto sia facile fottere il popolo.

  • Pingback: L'anti-umanesimo del virus
    25 Ottobre 2020
  • Sam Eat
    26 Ottobre 2020

    Molto interessante, non capisco perché su RAI e MEDIASET non spieghino mai questi cambiamenti geopolitici in atto

  • Sam Eat
    26 Ottobre 2020

    Molto interessante, non capisco perché su RAI e MEDIASET non spieghino mai questi cambiamenti geopolitici in atto

  • Sam Eat
    26 Ottobre 2020

    Molto interessante, non capisco perché su RAI e MEDIASET non spieghino mai questi cambiamenti geopolitici in atto

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