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“The Economy of Francesco”: la dottrina sociale cristiana in un mondo che cambia

Francesco

“The Economy of Francesco”: la dottrina sociale cristiana in un mondo che cambia

Da giovedì 19 a sabato 21 novembre andrà in scena la rassegna The Economy of Francesco”, un incontro di studio internazionale dedicato ai temi dell’economia civile secondo lo spirito di Francesco d’Assisi e promosso dall’evoluzione della dottrina sociale della Chiesa avviata dagli ultimi scritti ed interventi di Papa Francesco. Organizzato ad Assisi e coinvolgente circa 2mila economista under 35 da 115 Paesi, la rassegna vedrà l’intervento di pensatori del calibro di Stefano Zamagni, Vandana Shiva, Mariana Mazzucato, Gael Giraud, Jeffrey Sachs. Oggi sull’Osservatorio dialoghiamo sui temi di “The Economy of Francesco” con la giovane economista clase 1995 Serena Ionta. Classe 1995, analista di “Kritica Economica”, Serena Ionta è membro del gruppo laziale del team di “The Economy of Francesco”

“The Economy of Francesco” si propone l’obiettivo di un ampio dialogo sui temi fondamentali del rapporto tra uomo e sistema produttivo per superarne gli eccessi e rimettere al servizio della persona umana i processi di lungo periodo. Come si è strutturata la marcia di avvicinamento a questo incontro? Quali i temi più importanti in cui la convention si dividerà?

La marcia è stata lunga ma, al tempo stesso, molto avvincente!

L’evento ufficiale era programmato dal 26 al 28 marzo ad Assisi e, a causa del Covid, è stato rimandato a fine Novembre 2020 in modalità online.

Attraverso dei piccoli comitati regionali che chiamiamo “Hub” sarà possibile viverlo dal vivo, ad esempio, noi del lazio lo vivremo insieme e in estrema sicurezza a Castel Gandolfo, sono consapevole che sarà un’esperienza unica!

 Sui passi fatti da marzo ad oggi abbiamo lavorato, a livello teorico, per gruppi tematici internazionali che noi chiamiamo “villaggi”, sono 12 realtà che abbracciano aspetti diversi legati all’economia: dalla povertà alla all’ambiente, passando per la cura, l’etica,  le disuguaglianze sociali (e non), il lavoro femminile, la solidarietà, la pubblica felicità intesa come buona politica, il ruolo della finanza e dell’imprenditorialità. Nei villaggi sono stati effettuati sia lavori di ricerca che lavori più pratici, inoltre, sono stati realizzati 27 webinar con oltre 100 ospiti di rilevanza internazionale (accademica e non). I temi più importanti che si tratteranno all’interno dell’evento riprenderanno il lavoro dei villaggi, ma lo faranno coinvolgendo trasversalmente tutti i partecipanti all’evento. Non mancheranno i confronti con gli illustri esperti, una speciale maratona con tutti i collegamenti (saremo appunto interconnessi con fusi orari diversi) e l’importantissima testimonianza del Santo di Assisi, figura al quale si ispira l’evento stesso.

Qui sotto vi è la scaletta che potrebbe essere utile per capire meglio


Tu hai studiato, nel dettaglio, le questioni relative alle disuguaglianze economiche e al contrasto alla povertà. Come giudichi l’evoluzione del pensiero di Francesco, sempre attento a considerare il ruolo del recupero degli “scartati” per prevenire le conseguenze più nefaste di un’economia che “uccide”?

Che dire… non riuscirei a racchiudere in questa intervista il mio pensiero sul pontificato di Papa Francesco nè tantomeno potrei far emergere la dimensione della stima che nutro nei suoi confronti appunto per il legame particolare che ho con lui. Quello che posso dire è che Papa Francesco incarna molto bene il comandamento dell’Amore verso il prossimo, lo fa in un modo totalmente evangelico, per lui il povero, ovvero lo scartato dalla società economica che non riesce ad includerlo, non è altro che quel “prossimo da amare”; per questo motivo, le sue encicliche sociali, oltre che riflessioni importantissime per il tempo che viviamo, potrebbero essere semplicemente viste come una vera e propria rilettura evangelica del nostro tempo.

Nella sua ultima enciclica sociale Fratelli tutti scrive “L’amore al prossimo è realista e non disperde niente che sia necessario per una trasformazione della storia orientata a beneficio degli ultimi … La moltitudine degli abbandonati resta in balia dell’eventuale buona volontà di alcuni. Ciò dimostra che è necessario far crescere non solo una spiritualità della fratrnità ma nello stesso tempo un’organizzazione mondiale piu efficiente, per aiutare a risolvere i problemi impellenti degli abbandonati che soffrono e muoiono nei paesi poveri” [FT 165]

Da questo tratto dell’Enciclica si vede bene la connessione tra il comandamento e la tematica socio-economica.. In merito, inoltre, il Papa non risparmia le critiche al liberismo, affermando “Il mercato da solo non risolve tutto, benché a volte vogliano farci credere questo dogma di fede neoliberale. Si tratta di un pensiero povero, ripetitivo, che propone sempre le stesse ricette di fronte a qualunque sfida si presenti. Il neoliberismo riproduce sé stesso tale e quale, ricorrendo alla magica teoria del “traboccamento” o del “gocciolamento” – senza nominarla – come unica via per risolvere i problemi sociali. Non ci si accorge che il presunto traboccamento non risolve l’inequità, la quale è fonte di nuove forme di violenza che minacciano il tessuto sociale” [FT 168].

Per concludere, Papa Francesco, attraverso discernimento e  preghiera, arriva ad una sobria e leale consapevolezza del problema di quelli che chiama “scartati”  ovvero il malfunzionamento di alcune regole del gioco economico, e questo, se mi permetti di dire: è già una rivoluzione.

L’evoluzione della dottrina sociale è stata profondamente accelerata nell’era della globalizzazione dai predecessori di Francesco, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Riscontri una continuità nelle encicliche sociali dei vari pontificati, dalla Laborem exercens a quelle scritte da Francesco, passando per la Caritas in Veritate?

Per quanto mi riguarda sussiste un’evidente continuità, ti dirò di più, se mi permetti tra quelle che hai citato inserirei anche la Popolarum Progressio di Paolo VI.

Il pontefice riprende molto le precedenti encicliche sociali, le cita e le rilancia continuamente all’interno dei suoi scritti.

Ad esempio: la crucialità del lavoro di GPII si trova in [FT 164]. “Il grande tema è il lavoro. Ciò che è veramente popolare – perché promuove il bene del popolo – è assicurare a tutti la possibilità di far germogliare i semi che Dio ha posto in ciascuno, le sue capacità, la sua iniziativa, le sue forze. Questo è il miglior aiuto per un povero, la via migliore verso un’esistenza dignitosa” E anche la Carità assume un ruolo importantissimo in questo senso proprio citando Benedetto XVI scrive.. “La carità è al cuore di ogni vita sociale sana e aperta. Tuttavia, oggi «ne viene dichiarata facilmente l’irrilevanza a interpretare e a dirigere le responsabilità morali». È molto di più che un sentimentalismo soggettivo, se essa si accompagna all’impegno per la verità, così da non essere facile «preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti»[FT 184].

Papa Francesco, quindi, si pone in totale continuità con le azioni sociali dei precedenti pontificati; certamente, quello che si può sottolineare è la sua capacità comunicativa nell’interloquire con tutta la società e non solo con l’ambiente ecclesiale.

Credo che un’immagine che rappresenti meglio questo fattore sia proprio l’incontro che ha avuto con Greta Thunberg e la sua esortazione “Vai avanti!”, testimonianza di un Papa che non solo è capace di confrontarsi con la vita attiva e fresca della società, ma riesce anche a non esimersi dall’ essere primo testimone e sensibilizzatore del fermento stesso.

Un ulteriore elemento importante è il legame del Papa ai movimenti popolari, un po’ per la sua provenienza sudamericana e un po’, forse, proprio per questo discorso sul fermento; molto interessante potrebbe essere il libro che racchiude i discorsi ai movimenti popolari “Tierra, Techo, Trabajo” in cui parla di un salario universale per i lavoratori più umili e senza diritti.

In che modo la dottrina sociale cristiana può aiutare a cogliere versanti degli studi e del pensiero economico che la teoria mainstream elude? Possiamo dire che la dottrina sociale aiuta a capire l’economia come fattore pienamente comunitario e umano?

Senza dubbio, possiamo dirlo forte! Quello porta la dottrina sociale all’interno del sistema economico è molto importante… per una unica ragione ben precisa… la dottrina sociale ha una visione, come dicevi, “comunitaria” quella economica molto spesso invece si pone come una visione “individualista”.

Pensiamo ad esempio ai problemi economici di massimizzazione dell’utilità vincolata che, una volta risolti, descrivono un sistema perfetto e di equilibrio generale. Ogni individuo secondo questo ragionamento, perseguendo il benessere individuale, porta in aggregato attraverso una specie di mano invisibile, (riferimento improprio a Smith ma che comunque può far capire almeno come sia stata sviluppata la successiva teoria marginalista) al massimo ottimo totale nel sistema stesso.

Si tratta di una visione totalmente microfondata e individualistica (si potrebbe dire anche a tratti egoistica).  La Dottrina sociale, invece, guarda la società come una comunità di fratelli, strettamente connessi e legati l’uno all’altro; è difficile all’interno di questa interpretazione, concepire l’azione del singolo completamente svincolata da un altro soggetto, anzi, è proprio il legame con la fraternità e con l’amicizia sociale (come viene chiamata appunto da Papa Francesco nell’ultima enciclica) ad incarnare la concezione dell’homo homini natura amicus invece che quella del homo homini lupus. Tutto questo per dire che la dottrina sociale può insegnare molto anche all’economia intesa come scienza attenta alla socialità e all’interrelazione tra gli agenti stessi.

Sostenibilità e ambiente sono ulteriori temi di forte attenzione nel pensiero economico pontificio. Pensi che la riflessione del Papa sul tema abbia prodotto risultati positivi in questi campi?

Beh, proprio prima parlavo di Greta, il Papa è stato uno dei primi leader mondiali ad interloquire con lei. Credo fortemente che l’attenzione al tema da parte del Papa abbia avuto un forte ritorno, ad esempio, nelle università pontefice sembrano avere sempre piu spazio le cattedre legate all’ecologia integrale e tutti quegli studi relativi (anche dottorati molto interessanti).

L’attenzione al Creato sembra avere dei riscontri molto importanti anche all’interno dell’accademia non pontificia…

Inoltre per quanto concerne la politica della Santa Sede, c’è qualcuno che parla addirittura di una svolta “green” facendo riferimento al risparmio energetico, alle auto ibride, agli impianti di irrogazione e alle tecniche non invasive di agricoltura messe in atto dal Vaticano. Quello che posso dire, per concludere, è che enormi passi devono ancora esser fatti in questo senso ma che la Chiesa di certo non si sta facendo trovare impreparata, anzi, sembra essere quasi un’esortatrice spinta dal pontificato stesso.

Clicca qui per leggere tutte le interviste realizzate dall’Osservatorio Globalizzazione.

Bresciano classe 1994, si è formato studiando alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali della Statale di Milano. Dopo la laurea triennale in Economia e Management nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in Economics and Political Science nel 2019. Attualmente è analista geopolitico ed economico per "Inside Over" e "Kritica Economica" e svolge attività di ricerca presso il CISINT - Centro Italia di Strategia e Intelligence.

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