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Da De Gasperi e Carli a Draghi: il romanzo del potere in Italia

Potere

Da De Gasperi e Carli a Draghi: il romanzo del potere in Italia

La pandemia e l’ascesa del governo Draghi hanno promosso un’ennesima occasione di rimescolamento dell’architettura di potere e degli assetti istituzionali italiani. Negli ultimi mesi il “romanzo del potere” della Repubblica, avviatosi ai tempi della Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi e passato attraverso le sfide e gli sconvolgimenti degli scorsi decenni, ha conosciuto un nuovo capitolo. Palazzo Chigi, Quirinale, Banca d’Italia, agenzie di sicurezza, apparati: chi comanda oggi in Italia? Come si compone la geografia del potere? Come si è rapportato il potere italiano agli equilibri internazionali, soprattutto di matrice euroatlantica? Una serie di pezzi del nostro Andrea Muratore pubblicati sull’Osservatorio e su Inside Over da tempo si pone questa domanda, provando a indagare le rotte istituzionali del sistema Paese.

La geografia del potere in Italia

  • Il potere in Italia nell’era Draghi – Inside Over, 16 aprile 2021: Draghi è figura apartitica ma iperpolitica. Non può non esserlo chi si è fatto le ossa da direttore generale del Tesoro prima di dirigere la Banca d’Italia e la Banca centrale europea. Ricoprendo cariche in cui la discrezionalità di scelte squisitamente politiche e il confronto con leader e poteri di vario tipo era esercizio quotidiano e necessario.
  • Menichella, Carli, Ciampi, Draghi: il filo rosso del potere – Inside Over, 28 maggio 2021: Donato Menichella, Guido Carli, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi: la “genealogia episcopale” del potere italiano dell’ultimo settantennio può, in una certa misura, essere riassunto dalla continuità tra quattro figure di elevato valore nella storia contemporanea del Paese. Gli uomini chiave attorno a cui si è costituito un asse di influenza, una rete informale e un consolidato pacchetto di prassi e ritualità che hanno contribuito a regolare la vita delle burocrazie strategiche nazionali.
  • La lezione di De Gasperi per l’Italia dell’era Draghi – Inside Over, 8 giugno 2021: 75 anni dopo, la Repubblica italiana vive ancora di rendita delle possibilità offerte al sistema-Paese dalla classe dirigente che edificò una nuova organizzazione politica, in nome di un grande compromesso tra le due grandi culture politiche dell’epoca (democratico-cattolica e social-comunista) e seppe nel contesto della rinascita post-bellica offrire una rotta al sistema Paese.
  • Il ruolo cruciale delle partecipate per il sistema-Paese – Inside Over, 26 maggio 2021: L’economia italiana si regge sulla forza produttiva, il capitale di competenze e la visione strategica dell’apparato a partecipazione pubblica. La rilevanza politica e istituzionale che, anno dopo anno, ha la stagione delle nomine per le società partecipate dal ministero del Tesoro o dagli apparati ad esso legati come Cassa Depositi e Prestiti, i cui vertici sono in scadenza in questa fase, lo testimonia.
  • Cdp e Iri, i polmoni delle due ricostruzioni – Inside Over, 28 luglio 2021: Nel corso dei decenni la Cassa ha cambiato e mutato la sua funzione fino ad arrivare, a inizio Anni Duemila, ad acquisire un ruolo più strategico come detentore delle partecipazioni pubbliche di diversi enti strategici e come principale promotore di investimenti in innovazione, Pmi, venture capital in settori strategici. Un ruolo decisamente diverso da quello che l’Iri aveva acquisito tradizionalmente, muovendosi come conglomerato che dettava l’indirizzo e l’operatività alle partecipate attive in settori spazianti dalla siderurgia (Finsider) alle infrastrutture (Italsat), dalle telecomunicazioni (Stet) alla finanza (con le banche d’interesse nazionale). Sostanzialmente autonome nel promuovere le loro linee d’indirizzo.

Europa, Occidente, Vaticano, Mediterraneo: dove guarda il potere in Italia

  • Rovesciare la sconfitta in vittoria: la lezione di De Gasperi e Sforza – Inside Over, 16 ottobre 2021: De Gasperi e la sua Democrazia Cristiana posero negli anni tra il 1945 e il 1953 le basi della presenza attiva dell’Italia nel campo euroatlantico e gettarono i semi della ricostruzione nazionale. Ma nel contesto dell’azione del governo repubblicano non può non essere sottovalutata la presenza al suo interno di un raffinato e preparato diplomatico, che contribuì di fatto a rovesciare in una vittoria sostanziale l’attestazione della sconfitta italiana: il ministro degli Esteri, conte Carlo Sforza.
  • La diplomazia globale della Prima Repubblica – Inside Over, 16 ottobre 2021: Solo negli ultimi decenni il concetto di globalizzazione è stato pienamente sdoganato nel contesto dell’analisi politologica e strategica, ma di fatto lungo l’intero arco del periodo post Seconda guerra mondiale l’interconnessione tra scenari di diverse aree geografiche è andata rafforzandosi. Fino all’ascesa della globalizzazione commerciale prima e delle nuove tecnologie digitali poi questa percezione è stata però ridotta. L’Italia della Prima Repubblica è stata, in tal senso, un esempio in controtendenza.
  • Moro, La Pira, Andreotti: la via mediterranea della Prima Repubblica – Inside Over, 8 giugno 2021: La classe dirigente della Prima Repubblica conscia della necessità di consolidare una strategia mediterranea per l’Italia, elevando il Grande Mare a spazio d’elezione per l’azione degli apparati politici, diplomatici ed economici del Paese, per giocarsi con decisione i margini d’autonomia concessi nelle maglie del confronto bipolare, per aprire a una strategia in grado di normalizzare le tensioni politiche emerse tra Africa e Medio Oriente, per riannodare sulla scia dei legami storici rapporti consolidate tra le varie sponde del Mediterraneo.
  • L’Italia sovrana di Bettino Craxi – Inside Over, 16 ottobre 2021: Nell’Europa degli Anni Ottanta e nell’Italia della Prima Repubblica la figura di Bettino Craxi è tra quelle che hanno attratto giudizi più complessi, in larga misura divisivi e mai definitivi per quanto riguarda l’effettivo giudizio storico sull’uomo e del politico. Vi è però un campo su cui tutte le analisi sullo statista milanese concordano: la natura originale e approfondita della politica estera dell’era in cui Craxi era a capo del governo italiano è giudicata essere alla base di una delle fasi di maggiore dinamismo della diplomazia della Prima Repubblica.
  • Draghi e quella relazione speciale con gli Usa – Inside Over, 15 aprile 2021:  Il vincolo atlantico, nel calcolo di Draghi e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è ritenuto l’ancoraggio fondamentale cui l’Italia si ritiene non possa e non debba rinunciare di fronte all’ascesa di potenze in grado di sfidare l’apparato istituzionale costruito dal campo occidentale e alle sfide della pandemia. Ebbene, per Mario Draghi la sfida nei prossimi mesi (o anni) di governo sarà quella di ottenere dividendi strategici consistenti da un approccio di questo tipo: la rottamazione dell’austerità, la spinta sugli Usa per un ruolo più attivo nel Mediterraneo allargatoun partenariato che sappia stimolare un nuovo rapporto tra Washington e l’Europa in settori critici (come ambiente e tecnologia) sono nell’interesse dell’Italia. Che anche di fronte alla superpotenza deve riacquistare capacità d’azione e far politica.
  • Draghi il cattolico: la sponda col Vaticano – Osservatorio Globalizzazione, 8 febbraio 2021: Avendo lavorato con sette ministri dell’Economia diversi, da Giulio Tremonti a Carlo Azeglio Ciampi e Vincenzo Visco, oltre a governi che andavano dalla Dc di Giulio Andreotti a centrosinistra e centrodestra durante il suo mandato da Direttore generale del Tesoro e da governatore della Banca d’Italia Draghi ha sempre beneficiato di una certa capacità di muoversi in maniera trasversale. Definitosi in passato “socialista liberale”, Draghi ha però mostrato, nel silenzio degli studi e nella solennità degli interventi pubblici, interesse e curiosità per il mondo della dottrina sociale cattolica, nelle sue declinazioni contemporanee. Un fatto, questo, che rappresenta la parte meno conosciuta e narrata della sua biografia personale ma che andrà tenuta d’occhio mano a mano che Draghi procederà nella sua opera politico-istituzionale.
  • Il Mediterraneo, destino d’ItaliaOsservatorio Globalizzazione, 24 marzo 2021 – L’Italia negli scorsi anni ha avuto difficoltà a mettere a sistema i complessi interessi che vincolano la sua azione di politica estera al teatro mediterraneo. Come da più parti ricordato gli ultimi decenni hanno visto l’Italia fluttuare inoperosa tra i diversi vincoli (europei e atlantici in particolare) cui la nostra politica estera era condizionata senza mai interpretarli in chiave realista. Ovvero cercando nell’agone mediterraneo la sua prima area d’azione. Come invece riuscito a lungo agli esecutivi della Prima Repubblica, capaci di cogliere le opportunità offerte dall’elaborazione di un’agenda strategica mediterranea.

Il potere economico, ieri e oggi

  • Quando l’Italia era una superpotenza delle infrastrutture – Inside Over, 7 giugno 2021: L’epopea della Ricostruzione dell’Italia dopo la disfatta bellica fu anche possibile grazie agli ambiziosi progetti infrastrutturali. Fondamentali anche come punta di lancia della strategia geoeconomica del Paese.
  • La diplomazia economica della Prima Repubblica – Inside Over, 8 giugno 2021: La diplomazia economica giocò un ruolo fondamentale nell’espandere le prospettive politiche dell’Italia della ricostruzione nei primi anni della Repubblica. La Banca d’Italia, assieme al ministero del Tesoro, acquisì il ruolo fondamentale di burocrazia strategica per l’interesse nazionale che ha mantenuto fino ai giorni nostri; le banche di interesse nazionale normate dalla Legge Bancaria del 1936 voluta da Alberto Beneduce  (Banca Commerciale Italiana, Banco di Roma, Credito Italiano) e deputate al credito ordinario fornirono una piattaforma fondamentale per la difesa del risparmio nazionale anche nelle fasi di più acuta volatilità; Mediobanca, l’istituto fondato su iniziativa del presidente della Comit Raffaele Mattioli nel 1946, fu punta di lancia per la proiezione internazionale e il consolidamento delle prospettive industriali delle imprese italiane.
  • Il metodo Draghi per le nomine – Osservatorio Globalizzazione, 18 maggio 2021: Draghi ha spostato il baricentro della decisione in materie di nomine dalla politica e dai partiti allo Stato. Rimettendo quest’ultimo laddove le sue prerogative gli consentono e gli impongono di stare: al cuore del processo decisionale, come principale azionista delle società in questione e come titolare delle capacità organizzative necessarie a orientare scelte e trasferimenti di competenze. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Daniele Franco e il suo apparato organizzativo in mano ad Alessandro Rivera acquisiscono in tal senso crescente centralità.
  • Leonardo ed Eni, affari di Stato – Osservatorio Globalizzazione, 24 marzo 2021: Leonardo ed Eni, tra le capofila nella galassia di partecipate pubbliche dell’economia italiana, sono state al centro, negli ultimi anni, di ambigue e complesse partite giudiziarie, spesso condotte in maniera discutibile e le cui conseguenze sono importanti sia sul piano economico che su quello politico.

Bresciano classe 1994, si è formato studiando alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali della Statale di Milano. Dopo la laurea triennale in Economia e Management nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in Economics and Political Science nel 2019. Attualmente è analista geopolitico ed economico per "Inside Over" e "Kritica Economica" e svolge attività di ricerca presso il CISINT - Centro Italia di Strategia e Intelligence.

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