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Snam e Italgas: le nomine e il grande gioco delle reti

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Snam e Italgas: le nomine e il grande gioco delle reti

Cdp muove i primi passi nella partita delle nomine e sceglie una discontinuità parziale: Marco Alverà lascia, a testa alta, Snam venendo sostituito da Stefano Venier, in arrivo da Hera, mentre Paolo Gallo risulta confermato alla guida di Italgas. Per le due società controllate da Via Goito tramite Cdp Reti è tempo di bilanci e strategie. Cosa può cambiare ora?

Per Snam le tre direttrici della gestione Alverà, riassunte nell’ultimo piano industriale, sono chiare: profonda integrazione strategica nei processi di sviluppo infrastrutturale delle reti energetiche italiane, europee e mediterranee; attenzione alla transizione energetica con l’obiettivo di consolidare il ruolo di risorsa-ponte del gas naturale; sinergia con gruppi industriali e utilities per porre le basi della rivoluzione dell’idrogeno. Aver preso Venier, ex ad del colosso emiliano Hera, manda messaggi precisi: Snam non dimentica il mercato italiano e guarda con attenzione all’approccio multi-utility proprio di Hera, che partendo dalla regione del Centro-Nord è diventato un gruppo da 7,4 miliardi di euro di fatturato operante in tutta Italia. Ad Alverà, profilo di manager-diplomatico capace di fare da pontiere per progetti sistemici, acquisizioni e integrazioni internazionali ma anche dotato di uno standing e di una visibilità che hanno portato a rivalità interne alle galassie delle partecipate (voci ben introdotte negli ambienti parlano di malumori tra le leadership di Eni e Snam) succede Venier, uomo di basso profilo ma non minore competenza. Espressione, sotto il profilo manageriale, di un territorio rampante come l’Emilia-Romagna, capitale del gas nazionale e della nuova rivoluzione tecnologico-industriale, ma anche di un modo di gestire il business che apre alla prospettiva di un inserimento di Snam nei grandi progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I quali avranno al centro, sotto il profilo della transizione, proprio i territori. La scelta di nominare alla presidenza Monica De Virgiliis, ex membro del Cda nel triennio 2016-2019, mostra inoltre la grande attenzione del gruppo di San Donato per il fronte dell’innovazione: la nuova presidente è stata dirigente in STMicroelectronics a Ginevra (2001-2015), in Infineon a Monaco di Baviera (2015-2017) e al Commissariato per l’Energia Atomica e Energie Alternative francese di Parigi (2017-2019), oltre a essere stata nel cda di Prysmian (2015-2021), dunque porterà conoscenze e know-how di un settore fortemente ibridato con quello dell’energia nell’era della transizione. Continuità nella discontinuità, per proseguire sul solco tracciato da Alverà negli anni scorsi.

Gallo, invece, resterà in sella ad Italgas. Il manager dovrà gestire un piano di investimenti strategici nella rete decisamente ambiziosi: nel giugno del 2021 ha presentato il nuovo piano strategico 2021-2027, che prevede investimenti per 7,9 miliardi di euro per l’estensione e il repurposing della rete, da digitalizzare e tecnologizzare. Vista la crescita dimensionale di Snam, Italgas resterà fortemente focalizzata sulla gestione dell’infrastruttura di rete. Dario Scannapieco, ad di Cdp, e Via Goito hanno deciso di dare fiducia a Gallo, complici i risultati ottenuti negli anni che gli hanno permesso di tramutare in utile quote stabilmente superiori al 20% del fatturato del gruppo: l’ex manager di Grandi Stazioni e Acea, potrà così completare con un altro mandato il passaggio di Italgas verso la transizione energetica, avendo avviato progetti nel campo del biogas e della tecnologia dell’idrogeno.

A complemento dell’analisi dei due gruppi, non può non destare attenzione la scelta del sostituto del componente cinese nei CdA di Snam e Italgas: non dimentichiamo, infatti, che Cdp Reti è al 35% partecipata dal colosso State Grid of China. A fine novembre ha lasciato i CdA di Cdp Reti, Snam, Terna e Italgas Yunpeng He, il top manager del colosso energetico cinese classe 1965 attivo dal 2015 in Italia. A sostituirlo, sia in Snam che in Italgas, Qinjing Shen, “supplente” di He nei mesi scorsi. Ingegnere elettrico classe 1978, Shen ha lavorato sempre nell’alveo di State Grid: dal 2003 al 2008 è stato project manager nel colosso elettrico Zhenjiang, in seguito ha fatto carriera nell’area Business Development & Strategy Department di State Grid International Development. Di tredici anni più giovane di He, continuerà il presidio cinese in una fase in cui Pechino si muove col profilo basso nei gruppi interessati: State Grid conferma, però, la strategia di nominare un consigliere “plenipotenziario” nelle sue partecipate. Un modo per inabissarsi e agire all’insegna della continuità confidando che siano le cedole e i dividendi staccati da Snam, Italgas, Cdp Reti a giustificare le mosse cautelative dei giganti d’Oriente. Continuità nella discontinuità anche in questo caso, come accade per gruppi in salute attesi da sfide strategiche importanti.

Bresciano classe 1994, si è formato studiando alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali della Statale di Milano. Dopo la laurea triennale in Economia e Management nel 2017 ha conseguito la laurea magistrale in Economics and Political Science nel 2019. Attualmente è analista geopolitico ed economico per "Inside Over" e "Kritica Economica" e svolge attività di ricerca presso il CISINT - Centro Italia di Strategia e Intelligence.

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