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Turismo, frutti di mare e mafie: il gioco sporco del “Guardian” sull’Italia

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Turismo, frutti di mare e mafie: il gioco sporco del “Guardian” sull’Italia

E nui passammo e uaie e nun puttimmo suppurtà e chiste invece e rà na mano s’allisciano se vattono se magniano a città.

Pino Daniele, Na tazzurella e cafè, EMI, 1977

Giammai un onesto pescivendolo oserebbe frodare al mercato ittico i consumatori, ponendo in commercio come pescato di giornata del pesce poco prima scongelato in alto mare.

Invece il Guardian del 20 maggio scorso, nel tentativo di compiere ardite e segrete sperimentazioni giornalistiche sulle notizie surgelate, ha sbattuto sulla propria prima pagina on line niente poco di meno che gli ibernati mitili della camorra: “Mafia mussel: the fight to save a mollusc from the mob[1],“ (La cozza della mafia: la lotta per salvare un mollusco dalla criminalità organizzata).

Nello stesso pezzo viene ammesso per due volte che la notizia criogenizzata risale a marzo, cioè a quasi due mesi prima.

In realtà, il 23 marzo un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sulla pesca illegale dei protettissimi datteri di mare (lithophaga lithophaga) ha portato all’arresto di 12 persone, che avevano danneggiato gravemente una porzione dell’habitat sottomarino del Golfo di Napoli.

Il lungo e particolareggiato articolo del quotidiano di Londra incede sugli aspetti pittoreschi, oleografici e sensazionalistici della camorra. Rappresenta il piccolo mollusco bivalve come il proibito ed esclusivo frutto di mare, ostentato dai gangster-gourmet, quale status symbol culinario della scalata alle vette del conquistato potere criminale camorristico.

Fin qui nulla di nuovo sotto il cielo. Sarebbe il ripetitivo articolo naif e grottesco sull’Italia, colpevole, sempre e comunque, di qualcosa.

All’Italia, quando non è irrilevante, sono riservati i disonori della cronaca internazionale, perché gli italiani hanno il torto, più che bastevole agli occhi dei boriosi e altezzosi dominatori di turno con la puzza sotto il naso, di essere italiani.

Non è vero che gli affini giornaloni esteri, ossequiosi ventriloqui contigui ai rispettivi potentati politici ed economici, non amino l’Italia. Adorano per elezione l’Italia del Cretaceo, prima che le Alpi e gli Appennini emergessero dal mare.

Per la grande stampa straniera inorridita, di volta in volta, siamo stati un popolo reo di essere borbonico, poi papalino, poi fascista, poi comunista, poi democristiano, poi tangentista, poi berlusconiano e last but not least

Ma sul Tamigi non si sono accontentati di servire al lettore la zuppa insipida di notizie decongelate. Per darle più sapore, il giorno precedente hanno messo in tavola un fragrante antipasto resocontistico sull’Italia.

Infatti il 19 maggio il sobrio Guardian ha titolatoWe’re hoping for a good season’: Italy prepares to welcome back tourists,[2] (Siamo ottimisti in anticipo: l’Italia si prepara a dare il benvenuto ai turisti).

In sintesi, il sarcastico messaggio finale rivolto ai suggestionabili lettori con la pubblicazione combinata in rapida successione della notizia frescae di quella scongelata è molto chiaro, specialmente per quel che riguarda il presente e il domani dei flussi turistici in Campania.

Forse l’arcano si disvela d’incanto se si visita il sito web di un vettore aereo low cost, che ha reso prenotabili le partenze verso Napoli Capodichino dagli aeroporti britannici.

È ora di dire basta ai disdegnosi (snobbish) mercanti di cozze d’antan!

Chi ha portato a Napoli gangster del peso di Lucky Luciano, dopo che la camorra storica era stata duramente colpita dal capitano Fabbroni nel 1912 col processo Cuocolo, se non gli Alleati?

Su quali piazze finanziarie internazionali sono collocate le lavanderie dei volumi di denaro sporco a basso prezzo delle narco-mafie?

Quale ruolo e relazioni hanno avuto le mafie durante la Guerra Fredda e nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica?

Come mai in Italia lo Stato non riesce ad eradicare le mafie?

Che dire dei paradisi fiscali nei territori britannici d’oltremare?

Chi va ad evidenziare al prestigioso tabloid inglese che sulle costiere della Campania è d’uso lasciare le case e le auto aperte e incustodite, perché il tasso di criminalità comune è basso?

Alla unfriendly direzione del Guardian, sublime tempio degli stereotipi sullo Stivale, sanno che la posizione del Regno Unito (42) nel corrente Global Peace Index[3] è superiore rispetto a quella dell’Italia (31), a dispetto della presenza delle mafie?

Ogni volta che le risorse di un territorio sono depredate dalle mafie o ne vengono impiegate di aggiuntive per combatterle, si ruba il futuro prossimo e venturo, perché si utilizzano quattrini distratti dalla sanità, dall’istruzione, dal benessere delle generazioni che invecchieranno, o che verranno.

Le mafie generano povertà e miseria.

In Italia abbiamo le mattanze per strada. Viceversa, altrove altri si arricchiscono vampirescamente con facili guadagni.

“L’unico dato quasi sicuro è che una mafia difficilmente riesce a operare e sopravvivere, se non ha lo Stato di riferimento in posizione quantomeno neutrale.”[4]

E pensare che nel bisognoso rotocalco di Kings Place i custodi di propagandate preclari e specchiate virtù giornalistiche investigative e di indipendenza hanno pure l’ardire di chiedere l’obolo ai lettori, anche italiani, in nome dell’informazione di qualità … sulle notizie irrancidite.

Cui prodest la stravaganza editoriale del compassato Guardian al tempo della globalizzazione delle vacanze estive?

Cui prodest la stramba guerricciola economica sul disorientamento dei movimenti turistici?

Questa è libertà di stampa?

Questa è trasparenza?

Questa è correttezza professionale?

Una Politica seria e non autoreferenziale ha a disposizione l’intero strumentario del soft power per far passare alla brillante direzione del Guardian l’estro impunito di inscenare cotali sceneggiate pubblicitarie, degne della miglior disinformatia del peggior totalitarismo sovietico.

Purtroppo i monumentali edifici romani preposti sono sedi vacanti, occupati da lunari luminosità, impalpabili al chiarore delle stelle.

Per quel che mi tange, amerò e continuerò ad amare la bellezza delle nature desolate delle Isole Britanniche e i suoi paesaggi solitari, malgrado l’avariato folklorismo smemorato, scandalistico e a orologeria, orchestrato della guiscarda direzione del Guardian sulla Campania.


[1] https://www.theguardian.com/environment/2021/may/20/mafia-date-mussels-fight-to-save-mollusc-from-naples-mob-camorra

[2] https://www.theguardian.com/world/2021/may/19/were-hoping-for-a-good-season-italy-prepares-to-welcome-back-tourists

[3] https://www.visionofhumanity.org/maps/#/

[4] Aldo Giannuli, Mafia Mondiale, Ponte alle Grazie, Milano, 2019, p. 329

Luca Colaninno Albenzio, già avvocato, è abilitato all'insegnamento di scienze giuridiche ed economiche negli istituti di istruzione secondaria di II grado. Si occupa di Contabilità Pubblica; è' autore sotto pseudonimo di numerosi interventi di politica estera sul sito www.aldogiannuli.it, dove pure si cura della newswire "ACME NEWS".

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