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Joan Clarke, l’eroina di Bletchley Park

Joan Clarke, l’eroina di Bletchley Park

Se il Manhattan fu il Progetto segreto targato USA ( https://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/ritratti/groves-progetto-manhattan/ ), il Regno Unito contribuì a sua volta alla vittoria con la Stazione X, la sede della Government Code and Cypher School (GC&CS, “Scuola governativa di codici e cifrazione”), le cui azioni e informazioni avevano codice di segretezza Ultra. La Stazione X si trovava a Bletchley Park ed era l’unità crittografica di Sua Maestà, un insieme di geniali linguisti, crittografi e matematici che provò e riuscì a decifrare i messaggi criptati nazisti, creati con la portentosa macchina Enigma, una complessa evoluzione del disco cifrante descritto nel “De cifris” nel 1467 da Leon Battista Alberti: questa, nel suo modello più complesso, in dotazione alla Marina, aveva due tastiere e otto dischi cifranti a cascata (quelle dell’esercito di terra e della Luftwaffe erano meno complesse). Con questa macchina i nazisti si assicuravano una comunicazione sicura e indecifrabile. Così almeno credevano. Il primo modello, nato nei primi anni ‘20 subì varie modifiche e fu adottato, in una seconda versione dall’esercito tedesco nel 1929. La prima parziale decrittazione fu fatta dai polacchi Marian Rejewski, Jerzy Rozycki e Henryk Zygalski nel 1932. Le informazioni che riuscirono a passare ai britannici furono la base della loro decrittazione.

Fu così che all’inizio della guerra, nel settembre del 1939 i servizi segreti, comprendendo l’importanza di intercettare e capire i messaggi in codice nemici, misero a punto un team di controspionaggio, il cui compito era quello di riuscire a intendere le comunicazioni codificate, per permettere ai militari di porre in essere le contromisure tattiche. Era un progetto, appunto con segretezza Ultra. Tutti dovettero firmare un documento in cui si prospettavano gravi conseguenze penali nel caso qualcuno avesse rivelato qualcosa su quello che accadeva tra le mura di Bletchley Park. Ovunque, nei corridoi, nelle sale ricreative, negli uffici, c’erano promemoria dell’importanza della segretezza. I cartelli ricordavano che parlare poteva costare molte vite. Nemmeno le rispettive famiglie dovevano essere messe a conoscenza di nulla, per tutelare le attività dei servizi segreti ma anche per proteggere i propri cari da informazioni che potevano diventare pericolose. Le menti che si unirono all’impresa erano le più disparate: Hugh Alexander (campione di scacchi), Dillwyn Knox (papirologo), Max Newman, Gordon Welchman e Irving Good (matematici), Harry Hinsley (storico) e a coronare il gruppo, il più promettente matematico di Cambridge e futuro pioniere dell’informatica Alan Turing. Tra gli allievi di Welchman, che lui scelse personalmente per seguirlo a Bletchley Park, c’era anche una donna, la sua più brillante studentessa, cui dedichiamo il “Ritratto”, Joan Clarke.
Joan Clarke nacque il 24 giugno 1917, a West Norwood, zona residenziale di Londra, da Dorothy e William Clarke. Il padre, reverendo, la mandò a studiare alla Dulwich High School di Londra, dove vinse una borsa di studio nel 1936 che le permise di frequentare la facoltà di matematica di Cambridge, conseguendo una doppia laurea in matematica come una dei migliori studenti, una Wrangler. Le fu negato tuttavia il dottorato, che venne aperto alle donne a Cambridge solo nel 1948.  Welchman, uno dei primi quattro matematici del Regno Unito, era stato suo professore in Geometria e la volle a Bletchley Park. All’inizio la Clarke non sapeva in cosa sarebbe consistito il suo lavoro, ma due sterline a settimana non era affatto un brutto stipendio. Iniziò nel giugno 1940, alla Capanna 8. Il rapporto tra uomini e donne era 1 : 8 ma esse erano relegate, diciamo così, al lavoro d’ufficio e amministrativo. Il talento della Clarke era però sotto gli occhi di tutti e venne presto promossa, con stipendio maggiorato. Tuttavia, per la burocrazia del tempo, il grado superiore era quello di “linguista” e pertanto si ritrovò con tale qualifica senza sapere in realtà nessuna lingua. C’erano altre crittografe a Bletchley, in particolare Margaret Rock, Mavis Lever e Ruth Briggs, ma non diedero i suoi medesimi contributi nè in termini qualitativi, nè quantitativi. Nella Capanna 8 si unì al team di Alan Turing, nell’operazione Dolphin, cioè la decifrazione dell’Enigma in uso nella Marina Tedesca. In seguito all’occupazione tedesca della Francia, gli U-Boot avevano un facile accesso all’Atlantico dal Golfo di Biscaglia e si affacciavano direttamente sulla Manica. La Gran Bretagna era diventata estremamente dipendente dalle importazioni e importava metà del suo cibo e tutto il suo petrolio. I convogli di rifornimento divennero rapidamente obiettivi golosi per i tedeschi. Ad un certo punto, la Gran Bretagna era a soli tre giorni dall’esaurimento del cibo e quindi era imperativo che il codice Enigma fosse violato. Qui ci fu la prima intuizione geniale di Turing, utilizzare  la “Bomba”, migliorandola. La Bomba era una primordiale macchina calcolatrice ideata dal già citato Rejewski, che venne resa da Turing il primo computatore nel senso contemporaneo del termine. Nell’idea vincente di Turing, solo una macchina programmata appositamente per svelare codici, poteva decifrare velocemente una macchina che implementava codici. La seconda intuizione fu il metodo, che Turing inventò e chiamò “Banburismo”, tecnica di decifrazione che deve il suo nome all’uso di lunghi fogli di carta stampati a Banbury. L’obiettivo era ridurre i 336 possibili ordini delle 8 ruote cifranti dell’Enigma della Kriegsmarine a soli 20. Teoricamente era possibile, mancavano però le tabelle bigrammi di trasformazione, senza le quali si sarebbe partiti ogni volta da zero su 158 962 555 217 826 350 000 combinazioni di partenza, decisamente troppo anche per la Bomba implementata da Turing. La svolta avvenne nel febbraio e nel giugno 1941, quando dei pescherecci da traino furono catturati insieme alle apparecchiature e ai codici di cifratura. Fino ad allora i Wolf Packs (le formazioni tattiche di U-Boot) avevano affondato 282000 tonnellate (tra navi e carico) al mese. Dopodichè le tonnellate affondate si ridussero di ⅘. Solamente nove persone in tutta Bletchley Park erano in grado di praticare il Banburismo, e Joan Clarke era tra esse.Clarke, la più brava banburista dopo il suo inventore (a detta del direttore della Capanna 8, Hugh Alexander), e Turing divennero ottimi amici, più che amici (i due già si conoscevano di vista prima di Bletchley Park perché Turing era amico del fratello di Joan). Sovente lavoravano assieme (Turing stesso organizzava i turni), condividevano molti interessi, tra i quali gli scacchi e la botanica e Turing fece vagliare a lei la sua introduzione al banburismo per le reclute delle Capanne 6 e 8. All’inizio del 1941 Clarke e Turing si erano fidanzati. Turing, le regalò un anello di fidanzamento, le propose di sposarlo e la presentò ai suoi genitori. Tuttavia alla fine dell’estate Turing ruppe il fidanzamento a causa della sua omosessualità, la quale, secondo lui, avrebbe impedito un sano matrimonio. Forse per Clarke non sarebbe stato così ma accettò la decisione dell’ormai ex-fidanzato. I due rimasero comunque molto amici e ottimi colleghi e Turing fu tra i più fervidi sostenitori alla sua promozione, all’inizio del 1944 a vicedirettore della Capanna 8 (il massimo cui una donna al tempo potesse aspirare). Alla fine della guerra Clarke divenne Membro dell’Impero Britannico e continuò a lavorare per il centro di comunicazione del governo, trasferitosi a Eastcote. Pur rimanendo intima amica di Turing fino alla di lui morte nel 1954 (dopo una condanna ad assunzione di ormoni per omosessualità), conobbe il tenente colonnello in pensione John Kenneth Murray, con il quale convolò a nozze nel luglio del 1952. Il marito era un esperto numismatico di monetazione scozzese del XVI e XVII secolo e lei volentieri si fece coinvolgere dalla disciplina, tanto da pubblicare un lavoro sulla “Numismatic Circular” circa la monetazione dei re Giacomo III e Giacomo IV che nel 1987 le fruttò la Sandford Saltus Medal, il principale riconoscimento della Società Numismatica,  per i contributi accademici alla numismatica britannica. Nel frattempo, dopo aver vissuto per 10 anni nel Fife, lavorò fino alla pensione, sopraggiunta nel 1977, al Quartier Generale delle Comunicazioni. Morì, 10 anni dopo il marito, nel 1996 ad Oxford, dove si era ritirata.

Laureato magistrale in Scienze Filosofiche all'Università degli Studi di Milano, è attualmente consigliere comunale nel paese di Cesano Boscone.

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