Giovani italiani, prendete esempio da Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati
C’è un filo rosso sottile che unisce le figure di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, i due giovani italiani che saranno portati agli onori degli altari da Papa Leone XIV nella giornata odierna, nella prima cerimonia di canonizzazione presieduta dal pontefice nativo di Chicago. Due santi, due giovani, due italiani, due testimonianze, profonde, di una vitalità della spiritualità e dell’impegno sociale, civico e pastorale delle generazioni emergenti di un Paese spesso accusato di gerontocrazia. E che le storie di Carlo e Giorgio, nati ai due antipodi del XX secolo, possono svegliare da un torpore intrinseco e consolidato nell’attuale generazione che si affaccia all’età adulta.
Di Pier Giorgio Frassati mi ha colpito molto la testimonianza raccolta da Avvenire. “Ogni giorno lui maturava delle decisioni che lo portavano a mettersi in gioco su tutti i fronti. L’Eucaristia quotidiana, poi, insieme al servizio ai poveri, erano i pilastri della sua vita”, fatta di preghiera e impegno, ha ricordato il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell‘Azione Cattolica di cui Frassati era tesserato. All’alba del Novecento, il prossimo santo morto 24enne nel 1925, non ebbe paura a fare una precisa e matura scelta di campo antifascista seppe, nota ancora Giuliodori, divenire “l’antesignano del protagonismo giovanile, di una vita vissuta fino in fondo, cercando il senso più profondo della vita con passione e tenacia”.
Carlo Acutis è il richiamo dolce e gentile di una generazione, quella dei “Millennials”, nata tra tante speranze e cresciuta tra molte delusioni in un mondo che da un lato offriva lo sdoganamento delle grandi tecnologie e della connettività e dall’altro, uscito dal pur confortante momento delle certezze della Guerra Fredda, nell’opulento Occidente toglieva spesso certezze e prospettive ai più giovani. La radicale scelta evangelica del giovane studente di informatica che divenne promulgatore della Fede sul web, nella sua gioiosa innocenza, appare oggi non solo una grande testimonianza ma anche una dimostrazione di come le tecnologie possano essere usate per costruire ponti e non muri.
Frassati e Acutis sono santi della vita quotidiana la cui capacità di essere esempi può innestarsi anche nella vita civile e laica di ognuno di noi. Laici erano e nel mondo secolare sono vissuti, per troppo poco tempo, impegnando fede, ragione e azione. E facendo del coraggio della testimonianza la loro forza. Santi semplici, santi che parlano a un mondo fragile a cui le agiografie di un tempo, con la narrazione di una perfezione irraggiungibile, appaiono oggi più remote che mai. Santi che, per chi crede, da oggi proteggeranno l’Italia con ulteriore fervore e, per tutti gli uomini di buona volontà, possono essere specchio di un mondo più giusto. Quel che in fondo vogliono costruire gli operatori di pace e speranza.