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Il “Tempio di Satana” si fa strada negli Usa

Satana

Il “Tempio di Satana” si fa strada negli Usa

Il “Tempio di Satana” è uno strano caso di melting pot religioso-culturale in via di sviluppo negli Usa. Estremamente diverso da qualsiasi immagine popolare ci si possa fare sul “satanismo”…

Gli Stati Uniti nelle speranze, nelle intenzioni e nelle aspettative dei Padri pellegrini avrebbero dovuto essere la Nuova terra promessa, una nazione sul cui suolo sarebbero state gettate le fondamenta della Gerusalemme celeste in terra e che non avrebbe mai sperimentato gli orrori delle guerre di religione che hanno sconvolto e plasmato l’identità dell’Europa nel dopo-riforma protestante.

Al di là delle contraddizioni di fondo tra la volontà di ergersi a nuovo faro della cristianità e la conduzione di una politica estera estremamente bellicosa, legittimata dall’autoconvinzione di essere l’“impero della libertà” – concetto coniato da uno dei padri fondatori, Thomas Jefferson – gli Stati Uniti sono stati effettivamente, sino ai tempi recenti, una terra dalla forte impronta cristiana.

Il simbolismo religioso può essere trovato ovunque ancora oggi: nel motto nazionale (In God We Trust), che  è stampato su banconote e monete, nel sigillo in due frasi degli Stati Uniti d’America (Annuit cœptis e Novus Ordo Seclorum), nei riferimenti al divino e al messianismo presenti nel bagaglio retorico e discorsivo di ogni singolo presidente, nelle scuole pubbliche (dove è ancora vivo il dibattito sull’insegnamento del creazionismo e dove fino al 1962 lo stato sponsorizzava le preghiere in classe) e nei momenti più drammatici ed epici della nazione, come lo sbarco sulla Luna, gli attentati dell’11 settembre 2001 e la più recente pandemia.

Gli Stati Uniti continuano ad essere Jesusland e l’elettorato evangelico è ancora un bacino di voti fondamentale, ed altrettanto fertile continua ad essere il terreno che produce politologi e strateghi che interpretano le relazioni internazionali e il ruolo di Washington nel mondo in un’ottica religiosa, riuscendo a mescolare intelligentemente geopolitica, interessi economici ed elementi escatologici come la seconda venuta, la fine dei tempi e l’attesa dell’Apocalisse.

Eppure, sotto questa parvenza di nazione ardente di fede, la realtà è che il cristianesimo sta sparendo dall’orizzonte della società americana. Il prestigioso Pew Research Center ha certificato che dal 2009 al 2019 il numero di coloro che si identificano nel cristianesimo ha registrato un declino significativo, riducendosi dal 77% al 65% della popolazione totale. Una cifra ancora elevata, certo, ma che si riduce ulteriormente se complementata da dati sulla partecipazione ai servizi religiosi, sull’osservanza dei precetti, sulla credenza nei dogmi – ma questo sarà l’argomento degli appuntamenti della rubrica dedicati al peso degli elettorati protestante e cattolico.

Ed è in questo contesto di scristianizzazione, celere e apparentemente irrefrenabile, che nuove forze culturali hanno fatto la loro comparsa, riuscendo a ritagliarsi spazi di manovra impensabili fino agli anni ’90. Una di queste forze, per quanto possa suonare ridicolo e per quanto essa possa essere ritenuta irrilevante, è il satanismo.

Il Tempio Satanico conquista popolarità

Innanzitutto, prima di procedere con l‘analisi, è obbligatorio ribadire che non si parlerà del fenomeno satanista a trecentosessanta gradi ma di un’organizzazione specifica: il Tempio satanico.

Si tratta di un’organizzazione religiosa fondata nel 2013 a Salem (Massachusetts), la celebre città delle streghe, che opera in ventuno stati federati attraverso i cosiddetti “capitoli”e che dall’anno scorso gode del titolo invidiabile di chiesa ufficialmente riconosciuta dalle autorità pubbliche. Quel titolo, il primo in assoluto per un’organizzazione che si professa satanista, le ha consentito di avvalersi dei diritti all’esenzione fiscale e alla protezione legale che sono garantiti a ogni chiesa, o associazione di chiese, ed è stato conquistato dopo una battaglia durata cinque anni.

Oggi il Tempio satanico è una realtà affermata nel panorama religioso statunitense, i cui capi ed esponenti di primo piano vengono intervistati con cadenza quasi settimanale dai grandi protagonisti della stampa di massa e che, soprattutto, è capace di muovere voti, tanti voti, e rappresenta un vero e proprio blocco elettorale, un monolite dotato di un elevato grado di coesione al pari di evangelici ed ebrei ortodossi.

Trattandosi di un’organizzazione che ha come obiettivi statutari la giustizia sociale (intesa non come lotta alla povertà e alle disuguaglianze economiche ma come focus sui diritti delle minoranze sessuali), la laicità delle istituzioni e l’umanitarismo, la galassia liberal ha approfittato con celerità dell’ascesa di questa forza culturale sui generis, stringendo con essa un patto di ferro che ha contribuito al sostegno sociale al Partito Democratico nelle elezioni del 3 novembre.

Sciocchezze o visione strampalata e/o esagerata dei fatti? Per nulla. Basterebbe seguire con una certa assiduità le pubblicazioni della grande stampa di estrazione liberal e le produzioni dell’industria dell’intrattenimento – che è anch’essa un feudo liberal, come mostrato dal caso Hollywood – per capire che il Tempio satanico è una forza da non sottovalutare e che su di essa sta venendo concentrata una mole significativa di risorse.

Tra i media in lingua inglese che stanno dando risalto alle attività dell’organizzazione, parlandone in termini entusiastici, figurano la BBC, The Guardian, The Huffington Post, PinkNews, The Irish Times, Daily Mail, e molti altri.

Una religione “liberal”

L’articolo della BBC, intitolato “I satanisti che combattono per la libertà religiosa”, parte in maniera abbastanza eloquente: “tutto ciò che sapete sul satanismo è sbagliato”. Datato 2019, offre anche dei numeri sulla composizione dell’organizzazione: circa 50mila membri. Una cifra ragguardevole, specie se si considera che, riallacciandoci all’introduzione, si sta parlando di un ente satanista a Jesusland.

Ancora più ragguardevole è il fatto che il Tempio satanico viva di donazioni – diventarne un membro costa la modica cifra di venticinque dollari, validi per l’attivazione di una tessera annuale – che a quanto pare sono in crescita costante e stanno permettendo all’ente di espandersi sull’intero territorio nazionale, di aprire cause legali in ogni stato federato in cui opera (in particolar  modo dirette al conseguimento di un’applicazione alla lettera del Primo emendamento, riletto in chiave ultra-laicista, e all’elasticizzazione dell’accesso all’aborto), di allestire sontuose messe nere con spumanti, ballerini/e e spettacoli pirotecnici e di finanziare i cosiddetti “doposcuola satanici” in diverse scuole pubbliche, specie californiane.

Quando il Tempio satanico chiama, un’anonima di donatori particolarmente ricchi risponde: è il caso della campagna di raccolta fondi inaugurata nel 2018 alla vigilia di una protesta da organizzare a Little Rock (Oklahoma) contro l’installazione di un monumento dei Dieci Comandamenti all’entrata del Campidoglio. I capi dell’ente avevano chiesto ai propri seguaci e simpatizzanti di versare un contributo volontario per finanziare la costruzione di una statua di Bafometto da esporre provocatoriamente a lato del monumento cristiano, ottenendo in poche ore i 30mila dollari richiesti. La protesta, così come la raccolta fondi, si era rivelata un successo: migliaia di partecipanti, tanta visibilità mediatica, il Bafometto esibito in Campidoglio per un giorno e l’inaugurazione di un processo per possibile violazione della separazione tra stato e chiesa che potrebbe portare alla rimozione dei Dieci comandamenti.

The Conversation, in un approfondimento dedicato alle battaglie legali, culturali e politiche di questo gruppo per la rimozione di ogni simbolo e riferimento cristiano dalla vita pubblica, dalle statue alle preghiere, ha concluso che: “Il Tempio Satanico è importante perché sta rendendo questo tipo di scivolosità verbale meno sostenibile [ndr. la rigidità del concetto di religione]. Se questo gruppo non può più essere bollato come una ‘truffa’, la gente potrebbe essere forzata a riflettere un po’ di più su cosa sia la religione”.

Altrettanto meritevole di attenzione è un lungo articolo apparso su The USA Today, anch’esso di natura “pubblicitaria” verso il Tempio Satanico: invita esplicitamente i lettori ad aderirvi e ad appoggiarne le battaglie. Nell’introduzione si legge che “sfidare la libertà religiosa nello spazio pubblico potrebbe aprire le porte a Satana: bene!” e, ancora, che “dovremmo plaudire, incoraggiare e dare il benvenuto agli sforzi del Tempio satanico”.

Ma il passaggio più importante, oltre alla campagna di reclutamento subliminale, è il seguente: “Il Tempio Satanico merita attenzione […] ed è importante riconoscere che non è da solo. Infatti, le azioni del Tempio satanico sono parte di un più ampio movimento sociale scaturito da due sviluppi paralleli avvenuti negli ultimi decenni”.

Quei due sviluppi sarebbero, secondo l’autore, la reazione popolare ad una Corte Suprema sempre più politicizzata e ancorata su posizioni conservatrici – ma questo non è un fatto, è un’opinione dell’articolista ed è anche completamente distorta: la letteratura concorda all’unanimità sulla svolta a sinistra dei giudici del massimo tribunale statunitense avvenuta nell’ultimo trentennio, e lo dimostrano le sentenze su aborto, laicità e matrimoni omosessuali – ed un panorama religioso sempre più pluralistico, all’interno del quale è aumentato il peso dell’ateismo militante; su quest’ultimo punto è invece impossibile non concordare.

Vi è poi il The Irish Times che,titolando “Come i satanisti sono diventati i bravi ragazzi”, ha pubblicato un’intervista al portavoce ufficiale dell’ente, Lucien Greaves, e lo ha descritto, prima delle elezioni, come un “movimento che sta combattendo per la decenza umana nell’America di Donald Trump […] progressista, inclusivo, non teista, con una dimensione civica e anti-autoritaria”. Non è dato sapere quanto vi sia di veritiero nel seguente passaggio – anche se la cifra dei 50mila membri è un indizio – ma il giornale dipinge il Tempio satanico come “una delle religioni che sta crescendo più velocemente in America”.

È lo stesso Greaves ad aver svelato uno dei segreti del successo nel fare proselitismo: una strategia mirata, diretta verso la comunità arcobaleno e tutti coloro che sognano un’America che sia agli antipodi di ciò che ha rappresentato Trump. La campagna, numeri alla mano, starebbe funzionando: oltre il 50% dei membri del Tempio Satanico si dichiara proveniente dal mondo lgbt.

Altri due articoli dal carattere pubblicitario sono apparsi sul The Guardian nel 2019, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro.

Il primo, datato 18 aprile, è una recensione estremamente positiva di un documentario girato sul Tempio di Satana dal titolo “Hail Satan?”, presentato al Sundance Film Festival e distribuito da Magnolia Pictures, rivelatosi la sorpresa dell’anno. Nella recensione si legge che “il documentario rivelatorio dà un raro sguardo ai valori progressisti del Tempio satanico” che consistono “nel difendere il diritto all’aborto e nel combattere contro coloro che hanno cercato di inserire convinzioni religiose nella struttura della legge”. L’articolista è anche rimasto colpito dai “princìpi del tempio, notevolmente razionali e legittimi, come gli sforzi per la compassione, l’empatia e la libertà altrui”.

Il secondo articolo, uscito simbolicamente il 15 agosto (ndr. giorno in cui cade la festività dell’Assunzione al cielo di Maria nel mondo cattolico), è possibilmente più esplicito del precedente e il contenuto è ampiamente intuibile dal titolo: “L’avvocato del diavolo: i satanisti sono i bravi ragazzi nella lotta contro la destra evangelica?”.

Anche quest’articolo, per quanto scritto con intento ammiccante, offre degli spunti di riflessioni molto interessanti. L’articolista, infatti, ricorda ai lettori più inesperti che il satanismo non nasce nel 2013 e che il mondo dello spettacolo, in particolare della musica, avesse tentato di riabilitare e popolarizzare la figura di Satana già dagli anni ’70: una figura iconica, simbolo della ribellione per antonomasia, da utilizzare in un periodo di sconvolgimenti sociali e culturali e, appunto, di ribellione. Dai Rolling Stones ai Led Zeppelin: le loro canzoni sono piene di messaggi subliminali, così come le copertine dei loro album, e i loro stessi membri si erano dati all’occulto.

Per quanto riguarda Hollywood, prosegue l’articolo, si tratta di un teatro che fu avvicinato da Anton LaVey, il fondatore della Chiesa di Satana e padrino del satanismo contemporaneo, autore prolifico e amico di cantanti e attori/rici, come Jayne Mansfield e Sammy Davis Jr.

Ma l’articolo più recente è apparso il 24 settembre sul The Huffington Post all’indomani della scomparsa di Ruth Bader Ginsburg, giudice della corte suprema e paladina delle battaglie liberal.

Anche in questo caso il contenuto è largamente anticipato dal titolo: “La morte del giudice Ruth Bader Ginsburg mi ha spinto ad entrare nel Tempio satanico”.

Il tempismo è stato perfetto: poco più di trenta giorni alle elezioni presidenziali più divisive e contestate della storia statunitense, le piazze e le strade in preda al caos, una società sempre più polarizzata e incapace di dialogare, soltanto di far valere le proprie idee per mezzo della violenza. E l’articolo del The HuffPost non è che benzina sul fuoco, essendo composto da passaggi come “ci stiamo muovendo gradatamente verso la teocrazia o la dittatura” e “la nostra democrazia sta diventando così fragile che la perdita di uno degli ultimi guardiani del buonsenso e della decenza nel governo a meno di due mesi da un’elezione pivotale ha messo i nostri diritti civili e riproduttivi in pericolo come mai prima d’ora”; ed è per queste ragioni che veniva proposta una soluzione con cui fuggire alla barbarie dell’era Trump: la conversione al satanismo, o meglio l’adesione al Tempio satanico.

Come spiega l’intervistata, un’avvocatessa convertitasi al satanismo dopo il decesso della Ginsburg, non si tratterebbe di credere nell’esistenza fisica di Satana ma di combattere contro le ingiustizie e amare il prossimo, di lottare per il futuro della stessa nazione. Lei, ad esempio, lo ha fatto per “difendere i propri diritti e quelli delle sue figlie”.

Il mondo politico che risponde all’elettorato liberal, ossia il Partito Democratico, ha dimostrato di essere pienamente a conoscenza del fenomeno culturale satanista, al quale la grande stampa sta dando un grande risalto, e ha iniziato a inviare dei messaggi al suo indirizzo.

È il caso del misterioso e insolito tweet del 18 agosto 2017 di Chelsea Clinton, figlia della più celebre Hillary, in cui si legge: “La storia di Lucifero – colui che si ribellò contro Dio – è parte di molte tradizioni cristiane, ma non sono mai stata in una chiesa con all’interno una statua di Lucifero”.

Il messaggio non era sfuggito alle varie organizzazioni sataniste operanti nel Paese, come la Chiesa di Satana di LaVey, che lo avevano rapidamente rilanciato, e dovrebbe essergli data la dovuta importanza anche dai lettori di questo approfondimento, soprattutto i più scettici: il satanismo, che lo si voglia credere o meno, sarà una delle forze politiche dell’America del domani e lo ha dimostrato in questi ultimi anni mobilitando migliaia di persone, ottenendo sentenze favorevoli nei tribunali, conquistando la grande stampa e, infine, entrando nel mirino del Partito Democratico.

Classe 1992, è laureato in Scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione all’università degli studi di Torino con una tesi sperimentale intitolata “L’arte della guerra segreta”, focalizzata sulla creazione di, e sulla difesa dal, caos controllato. Presso la stessa università si sta specializzando in Studi di area e globali per la cooperazione allo sviluppo – Focus mondo ex sovietico. I suoi principali campi di interesse sono geopolitica della religione, guerre ibride e mondo russo, che negli anni lo hanno portato a studiare, lavorare e fare ricerca in Polonia, Romania e Russia. Scrive per e collabora con diverse testate, tra cui Inside Over, Opinio Juris – Law & Political Review, Vision and Global Trends, ASRIE, Geopolitical News. Le sue analisi sono state tradotte e pubblicate all’estero, ad esempio in Bulgaria, Germania, Romania, Russia.

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